L'Onu chiede una tregua
Il raid notturno dell'Alleanza su Tripoli e i dubbi su Gheddafi vivo
I raid aerei delle Nazioni Unite hanno colpito Tripoli ieri notte. Secondo l’agenzia di informazione di stato libica Jena gli obiettivi colpiti sarebbero edifici civili: il palazzo dell’Alta Corte, l’ufficio del procuratore generale e le sedi di alcune organizzazioni per la difesa dei diritti delle donne e dei bambini, già colpite lo scorso 30 aprile. Leggi La guerra del Cav. Perché l’Italia oggi bombarda Gheddafi di Salvatore Merlo
13 AGO 20

Da Bruxelles la numero due dell'ufficio stampa dell'Alleanza Atlantica, Carmen Romero, ha tuttavia ribadito Gheddafi non costituisce un bersaglio specifico per gli aerei della coalizione. "Noi non prendiamo di mira singoli individui", ha puntualizzato. Romero ha poi spiegato che anche i raid più recenti rientrano nella strategia comune, mirata a distruggere l'apparato bellico del regime nella misura in cui esso continui a rappresentare una minaccia per la popolazione civile, e dunque non costituiscono un inasprimento delle operazioni militari ne' configurano modifiche degli obiettivi.
Ieri, le forze di Gheddafi sono state attaccate dalla coalizione nelle città di Brega e Misurata contese con i ribelli di Bengasi. Il capo delle Nazioni Uniti per gli interventi umanitari, Valerie Amos, ha chiesto alla Coalizione una pausa del conflitto libico per intervenire in aiuto della popolazione civile. Secondo Amos la città più colpita dal conflitto è Misurata dove al momento mancano acqua, i generi di prima necessità scarseggiano oltre le apparecchiature mediche. Da quando il conflitto in Libia è cominciato almeno settecentomila persone hanno lasciato la Libia, riferiscono fonti dell'Agenzia per i rifugiati (Unhcr).
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